Andrea Ferrari Bordogna

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Nel comune di Truccazzano, a poche centinaia di metri dalla Rivoltana, esiste un posto magico, Corneliano Bertario, un piccolo centro ricco di storia, con tanto di castello medievale, costruito con i ciottoli dell'Adda che ai tempi del Barbarossa lambiva ancora l'abitato, sorto su un terrazzamento naturale.

Qui, tra fitti boschi tipici della pianura fluviale, riserva di caccia purtroppo non accessibile, e grandi estensioni coltivate, sorgono numerose cascine, alcune delle quali ancora funzionanti come aziende agricole, altre malinconicamente vuote e in procinto di crollare, caratterizzate tutte da eleganti linee architettoniche. Corneliano Bertario un caso esemplare di come l'uomo possa costruire il paesaggio in modo armonioso, utilizzando al meglio gli spazi e le caratteristiche del luogo.

Inevitabile che tanta armonia attraesse qui per abitare diversi artisti: tra questi il pittore Andrea Ferrari Bordogna colui che ha saputo esprimere al meglio il genius loci, ossia lo spirito del luogo; non a caso, la mostra personale allestita nell'ala est del castello Borromeo prende questo titolo.

La mostra, molto ben allestita nello stile scarno e essenziale dell'artista, raccoglie molti anni di lavoro sul paesaggio e il susseguirsi delle stagioni in questo minuscolo angolo di Lombardia scampato alla furia distruttrice del cemento. Ferrari Bordogna sa cogliere e comunicare emozioni, silenzi, attese: l'uomo, mai raffigurato, pur presente come artefice del paesaggio agricolo e costruttore di morbide geometrie, fatte di strade, filari di alberi, fili e pali elettrici, silos di cemento, vere architetture metafisiche.

L'artista usa con maestria i toni terrosi dell'autunno, i grigi algidi dell'inverno, i colori squillanti dell'estate assolata. I blu profondi della notte stellata e il bianco della neve dell'ultima sala dedicata alla Notte Santa, donano l'emozione del Natale che sembra ormai perduta. La mostra permette il privilegio raro di camminare nel paesaggio raffigurato: basta fare quattro passi per Corneliano.

Cristina Ricci, Settembre 2012